Ogni tanto mi rileggo quanto scrivevo in epoche ormai sbiadite, ma dense di ricordi straordinari e poi basta una gara, un allenamento per sentire quella nostalgia misto gioia che mi fa sorridere mentre faccio il mio lento su piedi ormai senza speranza.
Ho fatto di tutto per cercare di tornare ad allenarmi come una volta, rimpiango i tempi delle periostiti, delle fasciti plantari, delle lombosciatalgie, del piriforme, delle contratture al polpaccio, dell'ileo psoas, dei massaggi traversi profondi, della fibrolisi, delle infiltrazioni dirette negli alluci, del neuroma di morton, dell'infiammazione del tendine di achille e chi più ne ha più ne metta. Quella, lo capisco solo ora, era acqua fresca.
Da tanti anni mi trovo a combattere con una metatarsalgia plantare cronica e con tutti e due gli alluci rigidi, con l'aggravante, sul sinistro, di residui di duplice frattura alle falangi ( distale e prossimale ).
Nonostante questo e nonostante gli ortopedici si ostinino a dirmi che NON devo più correre io continuo all'infinito e ogni volta parto da zero, mi fermo e riparto, mi fermo e riparto come fossi dentro una potenza infinita. Nel frattempo naturalmente ingrasso complice la mia bulimia anche lei ormai cronicizzata.

